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Sassofonista contralto e flautista, nato nel 1949, cresciuto nel giro rock e soul di Città del Capo e nel gruppo Oswietie prima di suonare alla seduta di «Mannenberg» del 1974. Soprannominato il Cape Doctor, passò gli anni Ottanta a suonare quel brano ai concerti antiapartheid e a parlare al pubblico fra un ritornello e l'altro. Morì a Città del Capo nel 2010.
Uno dei brani jazz più noti di Città del Capo fu inciso in città nel giugno del 1974.
Abdullah Ibrahim registrò «Mannenberg» a Città del Capo nel giugno del 1974 con Basil Coetzee, Robbie Jansen, Morris Goldberg e Monty Weber. Produsse Rashid Vally per l'etichetta As-Shams.
Lo studioso Valmont Layne mette il beat goema al centro della musica di Città del Capo, jazz compreso.
Il Cape jazz nasce a Città del Capo dalla fine degli anni Cinquanta. Valmont Layne, della University of the Western Cape, che ha scritto il dottorato sul goema, lo definisce l'essenza ritmica della vita collettiva dei poveri e ne segue i legami con il Cape jazz.
Il brano diventò un inno della lotta perché due sassofonisti continuarono a suonarlo ai comizi.
Mason sostiene che Basil Coetzee e Robbie Jansen trasformarono un successo del 1974 in un inno mettendolo al centro di comizi e concerti di solidarietà per tutti gli anni Ottanta, compreso il festival giovanile del lancio nazionale dell'UDF dell'agosto 1983.
Groove marabi, battito ticky-draai, sassofoni langarm, jazz sotto. Mason elenca i pezzi.
Mason scompone il brano in ingredienti locali familiari: un groove marabi, un battito vicino al ticky-draai o a un ghoema pigro, sassofoni dal suono langarm, e un'estetica jazz che tiene tutto insieme.
I Genuines chiamarono ghoema il loro rock jazzato, e il dizionario oggi registra quel significato.
Martin scrive che i Genuines, guidati da Mac McKenzie con Hilton Schilder e spesso Robbie Jansen, chiamarono ghoema la loro musica e nel 1987 incisero Mr Mac and the Genuines. Il Dictionary of South African English registra quello stile come secondo significato della parola.
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