Third World Child in una nuova veste: Msaki, Kyle Shepherd e il repertorio di Johnny Clegg
Third World Child, in una nuova veste
Una canzone incisa per la prima volta nel 1985 trova oggi una voce nuova. Msaki e il pianista di Città del Capo Kyle Shepherd hanno reinterpretato «Third World Child» di Johnny Clegg per l’album omaggio Scatterlings. Il brano è uscito il 31 luglio, alla vigilia di un concerto a Johannesburg in cui gli artisti del progetto hanno riportato sul palco le canzoni di un musicista che aveva contribuito a tenere unito un intero Paese.
1. Una canzone sull’appartenenza
Intervistata da Radio 702 all’inizio dell’anno, Msaki ha spiegato l’idea che guidava il suo lavoro: siamo tutti gli «Scatterlings of Africa» — figli dispersi dell’Africa. Una canzone, ha detto, può dare un senso di appartenenza, ma può anche dividere.
Questa tensione è al centro del brano che ha scelto. «Third World Child» è stato scritto da un inglese bianco cresciuto a Johannesburg, che ha dedicato la propria vita alla musica zulu. Il testo assume il punto di vista di un uomo africano al quale degli estranei cercano di imporre la propria idea di vita. In poco più di quattro minuti, appartenenza e sradicamento si scontrano frontalmente.
Quarantuno anni dopo la prima registrazione di Johnny Clegg, Msaki e il Kyle Shepherd Trio hanno ripensato la canzone da cima a fondo. La loro versione è uscita il 31 luglio 2026. Il giorno seguente, diversi artisti coinvolti nell’album omaggio si sono ritrovati sul palco di Huddle Park, a Johannesburg, per eseguire dal vivo le canzoni di Clegg.
2. La nuova versione
Nei crediti ufficiali compaiono Johnny Clegg, Msaki e il Kyle Shepherd Trio. Clegg resta accreditato come autore del brano, Msaki interpreta la parte vocale e il trio firma il nuovo arrangiamento. Il singolo è uscito il 31 luglio 2026 per Virgin Music Group e farà parte dell’album Scatterlings.
L’etichetta presenta questa versione come un incontro tra la tradizione narrativa sudafricana, una sensibilità jazz e una voce soul. Msaki le conferisce un nuovo peso emotivo, mentre il trio ne rinnova profondamente l’armonia.
Ascolta
Audio ufficiale di «Third World Child», pubblicato da Virgin Music Group. Voce: Msaki; arrangiamento: Kyle Shepherd Trio. Il brano farà parte dell’album Scatterlings.
L’originale3. La canzone
«Third World Child» esiste in due versioni fondamentali. La canzone uscì per la prima volta nel 1985 come brano che dava il titolo a un album solista di Johnny Clegg, poco dopo lo scioglimento del suo primo gruppo, Juluka. Due anni più tardi diede nuovamente il titolo a un album — questa volta con la nuova band Savuka. Fu quel disco del 1987 ad aprirgli le porte della scena internazionale.
A parte il brano omonimo e un altro pezzo, i due album hanno ben poco in comune. Quando si parla di «Third World Child», quindi, ci si può riferire alla registrazione più essenziale del 1985 oppure all’album del 1987 che ottenne successo internazionale. Msaki e Kyle Shepherd tornano alla canzone che collega le due pubblicazioni.
Il testo è essenziale. Un uomo africano racconta come degli estranei abbiano cercato di modellare la sua vita secondo i propri criteri e di imporgli il loro modo di vivere. Non è una canzone rabbiosa; è piuttosto perplessa e meditativa. Lascia le due culture una di fronte all’altra, senza risolverne artificialmente il conflitto. Forse è proprio per questo che non ha perso nulla della sua forza.
La lunga traiettoria di un repertorio
Alcune tappe fondamentali, dalla nascita del primo gruppo di Johnny Clegg alla reinterpretazione del 2026. L’asse temporale è proporzionale: all’intensa stagione degli anni Ottanta seguono una lunga carriera e poi sette anni prima del progetto omaggio. Fonti: Wikipedia, Britannica e South African History Online per Clegg, Juluka e Savuka.
4. Chi era Johnny Clegg?
Per chi conosce poco Johnny Clegg al di fuori del Sudafrica, o non ha mai avuto occasione di vederlo dal vivo, vale la pena fissare alcuni punti. Aiutano a capire perché questo progetto abbia un peso ben diverso da una semplice raccolta di cover.
Jonathan Paul Clegg nacque nel 1953 nel Lancashire, in Inghilterra, e crebbe soprattutto a Johannesburg. Da adolescente si appassionò alla musica dei lavoratori migranti zulu nelle strade della città. Il musicista Charlie Mzila gli insegnò la lingua zulu, lo stile chitarristico maskandi e la danza isishameni. Clegg studiò poi antropologia all’Università del Witwatersrand, dove in seguito insegnò.
Nel 1969 fondò Juluka insieme al lavoratore migrante zulu Sipho Mchunu — un nome che in zulu significa «sudore». Sotto l’apartheid, il semplice fatto che un gruppo riunisse musicisti neri e bianchi sfidava l’ordine costituito. La loro musica passava raramente alla radio di Stato, la polizia di sicurezza li sorvegliava e Clegg fu arrestato più volte. Juluka si fece quindi conoscere soprattutto dal vivo. In Francia, Clegg ricevette il soprannome di Zulu bianco.
Dopo Juluka, Clegg fondò Savuka, «ci siamo rialzati» in zulu. L’album Third World Child, uscito nel 1987, ottenne un enorme successo in Europa. Conteneva anche «Asimbonanga», una canzone dedicata a Nelson Mandela, allora in carcere, in un’epoca in cui pronunciarne pubblicamente il nome poteva essere pericoloso in Sudafrica. Clegg continuò a esibirsi quasi fino alla fine. Morì di cancro al pancreas nel luglio 2019, a 66 anni.
Il repertorio in breve
- Juluka
- Il primo gruppo di Clegg, fondato nel 1969 insieme a Sipho Mchunu. Juluka fondeva musica zulu, rock e folk celtico. «Scatterlings of Africa», uscita nel 1982, ha dato il nome all’attuale progetto omaggio.
- Savuka
- Il secondo gruppo di Clegg, fondato nel 1986. Il suono era più ampio e più rock. L’album d’esordio Third World Child gli portò fama internazionale nel 1987 e in seguito ricevette una candidatura ai Grammy Awards.
- « Asimbonanga »
- Il titolo significa «non lo abbiamo visto» in zulu. Questa canzone del 1987, dedicata a Nelson Mandela, divenne un inno contro l’apartheid e uno dei più celebri brani di protesta sudafricani.
- « Scatterlings of Africa »
- Una canzone dei Juluka uscita nel 1982, sullo sradicamento e sul senso di appartenenza. Entrò nelle classifiche britanniche e francesi e ha dato il nome sia all’album omaggio sia al festival.
5. I due interpreti
È proprio la distanza generazionale a rendere interessante questo incontro. La canzone è più vecchia di entrambi i musicisti. Msaki e Kyle Shepherd non la affrontano quindi attraverso ricordi personali, ma con lo sguardo di una generazione cresciuta con l’opera di Clegg — o che l’ha scoperta in seguito.
Msaki, la voce
Asanda Lusaseni Mvana, conosciuta come Msaki, è nata nel 1988 a East London, nell’Eastern Cape. La musica era di casa: il padre faceva il DJ e il nonno componeva. Dopo un Master of Fine Arts alla Rhodes University, ha sviluppato uno stile capace di muoversi liberamente tra folk, jazz e afro-soul. Le importanti collaborazioni con Black Coffee e Sun-El Musician l’hanno fatta conoscere anche al grande pubblico della musica dance. Gestisce la propria etichetta, One Shushu Day Artistry. I suoi testi affrontano spesso protesta, speranza e guarigione — temi che trovano naturalmente spazio nel repertorio di Clegg.
Perché proprio Msaki? Afro-soul
Msaki cura l’intero progetto Scatterlings insieme a Jesse Clegg. Il suo ruolo va quindi ben oltre quello di una cantante ospite: ha contribuito a ideare l’album prima di interpretarne personalmente uno dei brani centrali.
Kyle Shepherd, l’arrangiamento
Kyle Shepherd è nato a Città del Capo nel 1987 — l’anno in cui Third World Child dei Savuka si fece conoscere in tutto il mondo. Oggi è tra i pianisti jazz e compositori per il cinema più apprezzati del Sudafrica. Vincitore dello Standard Bank Young Artist for Jazz nel 2014, si è esibito tra l’altro alla Carnegie Hall e alla Sydney Opera House e gode di un seguito particolarmente fedele in Giappone. Ha composto per le serie Netflix Unseen e Blood & Water e per il film Barakat.
Shepherd appartiene alla tradizione del Cape jazz, strettamente legata al pianista Abdullah Ibrahim. Da adolescente vide Ibrahim suonare a Sea Point e capì che un pianoforte poteva raccontare un’intera vita. Questa eredità musicale segna anche il suo lavoro su «Third World Child»: il trio non si limita a un accompagnamento pop, ma propone una lettura armonica ricca, radicata nella tradizione jazz di Città del Capo.
Canzoni più vecchie di chi oggi le interpreta
L’età, nel 2026, di alcune delle canzoni più note di Johnny Clegg, calcolata dalla loro prima pubblicazione. «Third World Child», qui reinterpretata, è evidenziata in color ruggine. Fonti: dati di pubblicazione di Wikipedia e Discogs per Juluka e Savuka.
6. Il progetto Scatterlings
Questo singolo fa parte di un progetto più ampio. Scatterlings è un album omaggio che reinterpreta le canzoni di Johnny Clegg, curato dal figlio Jesse Clegg e da Msaki. L’elenco dei partecipanti è quasi una panoramica della scena sudafricana contemporanea: Zakes Bantwini, Sun-El Musician, Sjava, Simmy, MUZI, Tresor, Zolani Mahola, J'Something, Sminofu e Beatenberg, tra gli altri.
L’idea va oltre un semplice album di cover. Ogni artista reinterpreta una canzone di Clegg e la affianca a una delle proprie opere più significative. L’album e i concerti sono così concepiti come uno scambio musicale, non come un’imitazione. Il primo brano pubblicato è stato «Asimbonanga» nella versione di J'Something. La nuova versione di «Great Heart» di Jesse Clegg è l’unico pezzo che unisce la sua voce a quella del padre scomparso.
Dietro l’omaggio pubblico ci sono lutti personali di cui i due curatori hanno parlato apertamente. Msaki si era allontanata temporaneamente dalla musica durante il divorzio; Jesse Clegg aveva perso la moglie a causa di un tumore. Il loro EP Entropy nacque da quel periodo difficile. Il progetto Scatterlings si è sviluppato dalla stessa collaborazione e appare quindi più un percorso di ricostruzione che una semplice operazione promozionale.
7. Il festival
L’album ha anche una dimensione dal vivo. La prima edizione dello Scatterlings Music Festival si tiene il 1º agosto 2026 a Huddle Park, nel quartiere Linksfield di Johannesburg, il giorno dopo l’uscita del singolo. La serata mette insieme generazioni e generi diversi: gli artisti del progetto eseguono i propri successi insieme alle nuove versioni delle canzoni di Clegg.
Sono annunciati Zakes Bantwini, Sjava, Sun-El Musician, Msaki, Jesse Clegg, Simmy, MUZI, Tresor, Zolani Mahola, J'Something, Sminofu e Beatenberg. Vincitore di un Grammy, Zakes Bantwini è il nome principale del cartellone. L’evento è riservato esclusivamente ai maggiori di 18 anni.
Huddle Park, 121 Club Street, Linksfield, Johannesburg, ospita la prima edizione dello Scatterlings Music Festival il 1º agosto 2026.
Johannesburg è una scelta naturale. È qui che Clegg, da adolescente, scoprì la musica dei lavoratori migranti zulu, dove nacque Juluka e dove Clegg visse fino alla morte. Oggi le sue canzoni tornano nel luogo in cui ebbe inizio la loro storia.
Il dilemma8. Si può rimettere mano a un classico?
C’è un’obiezione legittima che merita di essere formulata con chiarezza: alcune canzoni di Clegg sono molto più che vecchi successi. «Asimbonanga» fu un autentico canto del movimento anti-apartheid, scritto in un’epoca in cui il nome di Nelson Mandela poteva a malapena essere pronunciato in pubblico. Riprendere materiale così carico di storia comporta sempre il rischio di smussarne il significato o di sfruttarlo commercialmente.
Gli artisti non cercano di aggirare questa tensione. J'Something ha spiegato di non aver affrontato «Asimbonanga» come una cover qualunque, ma come un enorme onore. È proprio questa consapevolezza a distinguere un omaggio sincero da una semplice operazione commerciale. Le canzoni vengono trattate come opere ancora cariche di storia e di emozione, non come oggetti nostalgici da rimettere sul mercato.
L’argomento opposto è altrettanto convincente: una canzone resta viva solo se nuove voci continuano a interpretarla. Le registrazioni più celebri di Clegg hanno ormai tra i 35 e i 45 anni. Mentre la prima generazione di ascoltatori invecchia, il pubblico più giovane spesso conosce questi brani solo indirettamente — o non li conosce affatto. Gli originali restano disponibili e intatti. Una nuova versione non li sostituisce: offre un’altra porta d’ingresso.
Le tappe del progetto
9. Domande e fonti
Johnny Clegg canta in questa nuova versione?
Qual è la differenza tra le versioni del 1985 e del 1987?
Che cos’è l’album Scatterlings?
Chi è Kyle Shepherd?
Chi è Msaki?
Quando e dove si svolge lo Scatterlings Festival?
Fonti e riferimenti
L’uscita e il progetto
- Pubblicazione audio ufficiale di Virgin Music Group, «Johnny Clegg, Msaki & Kyle Shepherd Trio – Third World Child», 31 luglio 2026.
- Music In Africa e Time Out Johannesburg su «Asimbonanga» di J'Something e sull’elenco degli artisti dell’album Scatterlings, aprile 2026.
- Gadget su «Great Heart» di Jesse Clegg, giugno 2026; Zkhiphani su «Woza Friday», maggio 2026.
- OkayAfrica sull’EP Entropy di Msaki e Jesse Clegg e sulle origini del progetto, aprile 2026.
- IOL, Woman & Home, Bona ed Eyewitness News sullo Scatterlings Music Festival, da aprile a luglio 2026.
Johnny Clegg, Juluka e Savuka
- Voci di Wikipedia dedicate a Johnny Clegg, Third World Child, Scatterlings of Africa e Asimbonanga.
- Biografie di Johnny Clegg su Encyclopaedia Britannica e Britannica Kids.
- Dati di pubblicazione e scalette degli album del 1985 e del 1987 su Discogs e AllMusic.
Gli artisti
- Wikipedia e kyleshepherdmusic.com per la biografia di Kyle Shepherd, i riconoscimenti e le composizioni per lo schermo.
- Wikipedia e i materiali dell’etichetta per la biografia e la discografia di Msaki.
- Ritratto di Kyle Shepherd e della tradizione del Cape jazz su capetowndata.com; Google Places per la sede del festival.
Nota sulla registrazione. Le informazioni sul singolo provengono dai crediti ufficiali e dalla presentazione pubblicata dall’etichetta. L’età delle canzoni nei grafici è calcolata a partire dalla prima data di pubblicazione documentata. Al momento della pubblicazione non è stato possibile trovare su Wikimedia Commons un’immagine adatta, con autore e licenza chiaramente verificabili. In linea con la nostra politica editoriale, non è stata inventata alcuna attribuzione.
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