Condividi

12 canzoni sudafricane leggendarie che hanno plasmato una nazione

12 canzoni sudafricane leggendarie che hanno plasmato una nazione
🎵 Un viaggio musicale

12 canzoni sudafricane leggendarie

Dagli inni di libertà ai fenomeni dance planetari: canzoni che hanno catturato lo spirito, la lotta e l'anima di una nazione.

Afro-Pop • Rock 1987

Asimbonanga

Johnny Clegg & Savuka

Contesto

«Asimbonanga» (in zulu «non lo abbiamo visto») è una potente canzone di protesta firmata da Johnny Clegg e dalla sua band Savuka. Clegg, sudafricano bianco soprannominato «lo zulù bianco», scrisse il brano nel pieno dell'apartheid come omaggio a Nelson Mandela, allora ancora detenuto. Pronunciare il nome di Mandela in una canzone, in quegli anni, era un gesto coraggioso e rischioso. La fusione di ritmi zulù e rock occidentale, peraltro, rese il pezzo unico nel suo genere.

Significato culturale

Asimbonanga divenne in fretta un inno per i combattenti per la libertà e per il movimento anti-apartheid. La adottarono il Mass Democratic Movement e lo United Democratic Front, le formazioni che negli ultimi anni Ottanta tennero testa al regime. Un momento indimenticabile arrivò nel 1999, quando in un concerto Johnny Clegg fu raggiunto sul palco proprio da Nelson Mandela in persona: una scena che commosse il pubblico fino alle lacrime.

In sintesi

Un grido di sfida che portò il nome di Mandela dentro i salotti di casa; il loro incontro sul palco nel 1999 resta uno dei momenti più commoventi della storia della musica.

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

Folk Traditional

Shosholoza

Canzone popolare tradizionale nguni

Contesto

«Shosholoza» è un canto popolare tradizionale nguni nato oltre un secolo fa fra i lavoratori migranti dell'Africa australe. Eseguito in stile call-and-response, era cantato in origine dai minatori ndebele che raggiungevano in treno a vapore le miniere sudafricane dallo Zimbabwe (allora Rhodesia). Il termine shosholoza in ndebele significa più o meno «andare avanti» o «fare strada», e ne imita peraltro lo sbuffare ritmico della locomotiva.

Significato culturale

Con il tempo, Shosholoza ha lasciato le miniere ed è entrata a pieno titolo nell'identità sudafricana. Viene spesso definita il «secondo inno nazionale» del Paese, per la sua popolarità e per la capacità di unire le persone. Il brano racchiude speranza, spirito di squadra e tenacia; risuona negli stadi e nelle ricorrenze nazionali come richiamo di solidarietà.

In sintesi

Nata nelle miniere, amata negli stadi: questa canzone è il secondo inno non ufficiale del Sudafrica.

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

World Music 1989

Welela

Miriam Makeba

Contesto

«Welela» è una gemma di fine anni Ottanta di Miriam Makeba, conosciuta affettuosamente come «Mama Africa». Il brano dà il titolo all'album Welela (1989), inciso dopo tre decenni di esilio. In xhosa welela significa «attraversare» e custodisce un valore intimo: Makeba dedicò la canzone alla madre.

Significato culturale

Uscita poco prima della scarcerazione di Mandela e del rientro della stessa Makeba in Sudafrica (1990), Welela suonò come un presagio: il passaggio dagli anni bui dell'apartheid a un futuro più aperto alla speranza. Sul piano culturale, il brano rappresentò il ritrovato legame di Makeba con la famiglia e la terra d'origine, ovvero una vicenda in cui tanti esuli poterono riconoscersi.

In sintesi

Una tenera canzone del ritorno a casa, pubblicata poco prima che Makeba potesse finalmente rientrare in patria dopo trent'anni di esilio.

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

Cape Jazz 1974

Mannenberg

Abdullah Ibrahim

Contesto

«Mannenberg (Is Where It's Happening)» è una pietra miliare della storia del jazz sudafricano, un brano strumentale del pianista Abdullah Ibrahim (in passato Dollar Brand). Registrato a Città del Capo nel 1974, prende il nome da Manenberg, township delle Cape Flats divenuto simbolo degli sgomberi forzati dell'apartheid. Lungo oltre tredici minuti, Mannenberg innesta i groove cape malay sul jazz americano e sulle influenze africane del marabi.

Significato culturale

Mannenberg superò i confini della scena jazz e diventò qualcosa di più grande. Vendette decine di migliaia di copie e venne considerato l'album jazz sudafricano più venduto del biennio 1974-75. Negli anni Ottanta, con l'inasprirsi della resistenza all'apartheid, si trasformò in un inno non ufficiale della sfida al regime.

In sintesi

Un'improvvisazione jazz di tredici minuti diventata la colonna sonora della resistenza: la prova che la musica strumentale, del resto, sa parlare più forte delle parole.

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

Kwaito • Hip-Hop 2000

Nkalakatha

Mandoza

Contesto

«Nkalakatha» (slang zulu per «capobranco» o «boss») è il pezzo simbolo del kwaito di Mandoza, pubblicato nel 2000. Il kwaito è un genere urban sudafricano nato negli anni Novanta: attitudine township sposata a beat house e a testi nelle lingue locali. Nkalakatha viaggia su una linea di basso irresistibile e su un ritornello che, all'istante, agguanta chi ascolta.

Significato culturale

Poche canzoni hanno unito il Sudafrica in una gioia comune quanto Nkalakatha. Il brano ha sfondato barriere sociali: girava sui minibus taxi delle township come sulle autoradio dei sobborghi. Per molti è diventato l'inno non ufficiale, fra festa e sport, del Sudafrica post-apartheid.

In sintesi

L'inno kwaito che ha unito il nuovo Sudafrica sulla pista da ballo: quando parte il beat, sangenas (si entra tutti in pista).

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

Afro-House 2019

Jerusalema

Master KG feat. Nomcebo Zikode

Contesto

«Jerusalema» è un capolavoro contemporaneo del Sudafrica che ha conquistato il mondo. Prodotto dal DJ Master KG e cantato da Nomcebo Zikode, il brano è uscito a fine 2019 come traccia house di ispirazione gospel. Il testo è in zulu e ha un'aura spirituale; il beat, tuttavia, è pura gioia: un groove Afro-house in mid-tempo, sorretto da una melodia contagiosa.

Significato culturale

Nell'epoca del Covid-19 e dei lockdown, Jerusalema è diventata un simbolo di speranza e di comunità. Diffusa dalle dance challenge sui social, ha scalato le classifiche di mezzo mondo e si è imposta come una delle più grandi esportazioni della cultura pop sudafricana.

In sintesi

L'inno del lockdown che ha collegato il pianeta attraverso il ballo: dagli operatori sanitari ai flash mob, tutti hanno ritrovato gioia negli stessi passi.

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

Afro-Pop 1967

Pata Pata

Miriam Makeba

Contesto

«Pata Pata» è con ogni probabilità la canzone sudafricana più nota a livello internazionale, portata in giro dall'incomparabile Miriam Makeba. Nata in Sudafrica alla fine degli anni Cinquanta, fu reincisa da Makeba a New York nel 1967, e proprio quella versione divenne un successo planetario. L'espressione pata pata in xhosa significa «tocca tocca» e rimanda a una danza in cui ci si sfiora a ritmo.

Significato culturale

Pata Pata ha trasformato Miriam Makeba in una delle prime artiste africane a sfondare nelle classifiche pop globali. In un periodo in cui il Sudafrica era isolato dall'apartheid, la sua musica ha valicato i confini e ha avvicinato per la prima volta tanti ascoltatori alle lingue e alle culture africane.

In sintesi

La canzone che ha presentato al mondo i suoni click dello xhosa e il groove africano: ancora oggi è impossibile restare fermi ad ascoltarla.

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

Afro-Jazz 1977

Soweto Blues

Miriam Makeba & Hugh Masekela

Contesto

«Soweto Blues» è una canzone dolente e soulful, cantata da Miriam Makeba e scritta da Hugh Masekela. Uscì nel 1977, un anno dopo la rivolta di Soweto del giugno 1976, quando migliaia di studenti neri protestarono contro il sistema scolastico dell'apartheid e molti furono brutalmente uccisi.

Significato culturale

Il brano è diventato un documento musicale della rivolta e della lotta contro l'apartheid. Per molti sudafricani, Soweto Blues custodisce ancora il lutto di una pagina buia e, al tempo stesso, la sua resilienza.

In sintesi

Un memoriale musicale dal magnetismo struggente: resta la canzone della memoria e del raccoglimento attorno al 16 giugno, lo Youth Day.

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

Jazz 1987

Bring Him Back Home

Hugh Masekela

Contesto

«Bring Him Back Home» (nota anche come «Mandela») è una canzone gioiosa e insieme di sfida firmata da Hugh Masekela, scritta e pubblicata in esilio nel 1987. La storia che la ispirò è toccante: nel 1985 Masekela ricevette una lettera fatta arrivare clandestinamente da Nelson Mandela per i suoi sessant'anni. Da quel gesto nacque il brano, immaginando il giorno in cui Mandela sarebbe tornato libero.

Significato culturale

Bring Him Back Home divenne l'inno non ufficiale del movimento anti-apartheid nella seconda metà degli anni Ottanta. Per molti, riassumeva la richiesta in parole semplici: Mandela deve tornare a casa. Il regime dell'apartheid mise al bando il brano, ma il pezzo fece comunque il giro del mondo. Dopo la scarcerazione di Mandela nel 1990, lo stesso Mandela ballò durante un'esibizione di Masekela: un momento che rese la libertà tangibile.

In sintesi

Un inno di speranza scritto dall'esilio: quando Mandela ballò sulle sue note nel 1990, la visione divenne realtà.

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

Afro-Jazz 1974

Stimela (Il treno del carbone)

Hugh Masekela

Contesto

«Stimela» (in zulu «treno a vapore») è una canzone dal magnetismo cupo di Hugh Masekela, che racconta il sistema del lavoro migrante nelle miniere del Sudafrica. Incisa per la prima volta nel 1974, con gli anni è diventata uno dei suoi brani simbolo. Stimela si apre spesso con un'introduzione recitata, in cui Masekela descrive il viaggio di un treno che porta verso le miniere di Johannesburg uomini provenienti da diversi Paesi.

Significato culturale

Stimela è considerata uno dei più toccanti atti d'accusa musicali contro le ingiustizie del Sudafrica. Il brano rende evidente come la ricchezza sia stata costruita sullo sfruttamento dei lavoratori neri, ovvero una verità che ha continuato a riecheggiare durante l'apartheid e anche oltre.

In sintesi

Dà voce ai lavoratori sfruttati: un potente inno per i diritti dei lavoratori che, peraltro, conserva una sconcertante attualità.

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

Afro-Pop 1987

Umqombothi

Yvonne Chaka Chaka

Contesto

«Umqombothi» è un inno festoso di Yvonne Chaka Chaka del 1987. Il titolo deriva dall'umqombothi, una tradizionale birra xhosa di sorgo prodotta da secoli. Più che una semplice bevanda, è la birra di casa che accompagna riunioni di comunità, cerimonie e feste delle township.

Significato culturale

Umqombothi è diventato uno dei più grandi successi di Yvonne Chaka Chaka e ha consacrato il suo ruolo fra le artiste più amate del Sudafrica. Il brano ha portato con orgoglio la cultura delle township sotto i riflettori e in seguito ha raccolto attenzione internazionale, peraltro grazie a momenti pop e a comparsate cinematografiche.

In sintesi

Un brindisi alla convivialità: questa canzone da festa ha portato la birra tradizionale, e l'orgoglio africano, sul grande palcoscenico.

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

Pop • Bubblegum 1983

Weekend Special

Brenda Fassie

Contesto

«Weekend Special» è il singolo della svolta che ha trasformato Brenda Fassie in una stella. Uscito nel 1983, la Fassie aveva appena diciannove anni (con il gruppo «Brenda and the Big Dudes»). Il brano racconta la storia agrodolce di una donna che sospetta di essere solo una «weekend special»: una storia da fine settimana, senza un vero impegno. Musicalmente, è il classico bubblegum pop sudafricano.

Significato culturale

Weekend Special è stato uno dei primi singoli pop sudafricani a ottenere un successo internazionale di rilievo e ha aperto la strada ad altri artisti pop del Paese. Brenda Fassie sarebbe diventata in seguito un'icona, spesso definita la «Madonna delle township».

In sintesi

Il successo bubblegum-pop che ha lanciato una leggenda: la prova, peraltro, che il pop sudafricano sa parlare al mondo intero.

Se il video non si carica: guarda su YouTube.

In sintesi

# Canzone Artista Anno Genere Significato
1 Asimbonanga Johnny Clegg & Savuka 1987 Afro-Pop / Rock Inno di libertà
2 Shosholoza Tradizionale – Folk Canto di solidarietà
3 Welela Miriam Makeba 1989 World Music Ritorno dall'esilio
4 Mannenberg Abdullah Ibrahim 1974 Cape Jazz Jazz della resistenza
5 Nkalakatha Mandoza 2000 Kwaito / Hip-Hop Unità post-apartheid
6 Jerusalema Master KG feat. Nomcebo 2019 Afro-House Fenomeno globale
7 Pata Pata Miriam Makeba 1967 Afro-Pop Successo internazionale
8 Soweto Blues Miriam Makeba & Hugh Masekela 1977 Afro-Jazz Lamento di protesta
9 Bring Him Back Home Hugh Masekela 1987 Jazz Inno per Mandela
10 Stimela Hugh Masekela 1974 Afro-Jazz Protesta dei lavoratori
11 Umqombothi Yvonne Chaka Chaka 1987 Afro-Pop Festa nelle township
12 Weekend Special Brenda Fassie 1983 Pop / Bubblegum Svolta pop

Ognuna di queste 12 canzoni custodisce un pezzo di storia sudafricana: i trionfi, le lotte, la gioia e il dolore. Dalle melodie popolari nate nelle miniere ai fenomeni dance planetari, mostrano l'immensa forza della musica nel saper ispirare e mettere in relazione.

🎵 Qual è la sua canzone sudafricana preferita? Alzi il volume e si lasci portare dal ritmo.

Questo articolo è stato realizzato con l'ausilio dell'IA e rivisto e verificato da persone.

Vedi Discussione