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C’è carenza d’acqua a Città del Capo? Aggiornamento di ottobre 2026

C’è carenza d’acqua a Città del Capo? Aggiornamento di ottobre 2026

Foto: AerialcamSA, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Punto sull’acqua · Approvvigionamento del Capo Occidentale · ottobre 2026

C’è carenza d’acqua a Città del Capo?

Risposta breve: non ancora, ma quest’estate le restrizioni sono ormai probabili. Il 14 ottobre le dighe erano al 74,7%, il livello di metà ottobre più basso dalla siccità del «Giorno Zero» del 2017, e il Comune è passato alla fase «Risposta alla siccità». Il dipartimento nazionale dell’acqua deciderà sulle restrizioni a novembre.

74,7%
Dighe · 14 ott
−16 pti
Rispetto a un anno fa
891 MLD
Consumo giornaliero · limite 860
Risposta alla siccità
Stato del Comune · 5 ott
RISPOSTA ALLA SICCITÀ. Il cruscotto idrico settimanale del Comune di Città del Capo del 5 ottobre 2026 colloca il Sistema di approvvigionamento del Capo Occidentale nella fase «Risposta alla siccità», la terza delle cinque fasi previste dal suo quadro di gestione della siccità. Da maggio le piogge sono state inferiori alle attese, le dighe sono circa 15 punti più in basso rispetto a un anno fa e le previsioni attuali non indicano piogge significative in arrivo. Il Comune afferma di essere «in dialogo con le parti interessate sull’eventuale necessità di restrizioni idriche formali» e ha chiesto a ogni famiglia di ridurre i consumi di almeno il 10% per tutta l’estate e fino al prossimo inverno. A maggio una tempesta aveva fatto salire le dighe di circa 20 punti in una settimana; il resto dell’inverno è stato il più secco da decenni.

Il livello delle dighe a ottobre 2026

Le sei grandi dighe di Città del Capo contengono 898 milioni di metri cubi quando sono piene. Il 14 ottobre 2026 ne contenevano il 74,7%, contro il 90,7% alla stessa data del 2025. Il grafico qui sotto mostra gli ultimi due anni settimana per settimana: un sistema pieno a fine 2024, il normale calo estivo, un inverno 2025 debole con un picco del 92,6%, una forte discesa fino al 44,8% ad aprile 2026, la tempesta di maggio e un inverno che a luglio si è fermato.

Due anni di livelli delle dighe, settimana per settimana
Sistema di approvvigionamento del Capo Occidentale · % della capacità · da ott 2024 a ott 2026
Allarme siccità anticipato 20% 40% 60% 80% 100% 80% necessario entro fine ottobre Nov 2024 Feb Mag Ago Nov 2025 Feb Mag Ago Ott picco 2025 · 92,6% 13 apr 2026 · 44,8% minimo dal 2018 tempesta di maggio +20 punti in una settimana 24 lug · 78,6% 14 ott · 74,7%
Fonte: rilevazioni settimanali delle dighe del Comune di Città del Capo. La fascia ombreggiata indica il periodo in cui il Comune è rimasto in allarme siccità anticipato (da ottobre 2025 al 22 maggio 2026). La linea tratteggiata indica l’80% che il sistema di norma deve raggiungere entro la fine di ottobre per evitare restrizioni.
74,7%
Dighe, 14 ottobre
▼ 16,0 punti sotto il livello di un anno fa
In calo di circa un terzo di punto alla settimana da fine luglio.
891 MLD
Consumo giornaliero d’acqua
▲ 31 MLD oltre il limite di 860 MLD
Media della settimana al 5 ottobre, compresa la fornitura a Stellenbosch e Drakenstein.
152 L
Per persona al giorno
Media su 12 mesi: 160 L
Stima del Comune per i soli residenti di Città del Capo; d’estate i consumi salgono per l’irrigazione dei giardini.

Restano due settimane di stagione delle piogge. Il 2 ottobre il Comune ha dichiarato che le dighe «difficilmente raggiungeranno la soglia dell’80%», e il cruscotto del 5 ottobre aggiunge che le previsioni attuali non indicano piogge significative nel prossimo futuro. La decisione sulle restrizioni non spetta al Comune: il Department of Water and Sanitation nazionale svolge la sua analisi operativa annuale dell’intero sistema del Capo Occidentale dopo la fine dell’anno idrologico, a ottobre, e stabilisce eventuali restrizioni per tutti gli utenti, comprese le aziende agricole e i centri abitati che condividono le dighe.

Il confronto con gli anni precedenti

Metà ottobre è una data utile per confrontare gli anni, perché cade alla fine della stagione delle piogge, quando le dighe sono di solito al loro livello massimo. Su questa base il 2026 è il quarto valore più basso degli ultimi quindici anni. Solo i tre anni di siccità 2015, 2016 e 2017 sono stati inferiori, mentre nel 2018, l’anno del conto alla rovescia verso il «Giorno Zero», a metà ottobre le dighe erano già risalite al 76% grazie a un inverno piovoso e a un risparmio eccezionale.

Livello delle dighe a metà ottobre, dal 2012 al 2026
Riserva complessiva, rilevazione più vicina al 14 ottobre di ogni anno · % della capacità
20% 40% 60% 80% 100% 101 2012 100 2013 99 2014 74 2015 62 2016 37 2017 76 2018 81 2019 100 2020 99 2021 84 2022 101 2023 100 2024 91 2025 75 2026
Fonte: serie settimanale delle dighe del Comune di Città del Capo. Barre rosse: il 2017, l’inverno del «Giorno Zero», e il 2026. Barre ambra: 2016 e 2018. La linea tratteggiata indica il riferimento dell’80%.

Gli anni con le dighe piene sono frequenti: in sette anni su quindici, a metà ottobre, le dighe erano al 99% o più. È la condizione per cui il sistema è stato progettato. Entrare nell’estate al 75% significa che le dighe porteranno meno acqua nel prossimo inverno, e un secondo inverno scarso nel 2027 riporterebbe con certezza le restrizioni. Un solo inverno piovoso, come nel 2018 e nel 2020, ricostituirebbe la riserva.

Perché l’inverno non ha riempito le dighe

In tutti gli anni dal 2012 tranne uno, le dighe sono salite tra fine luglio e metà ottobre, quando i fronti di fine inverno attraversavano i bacini: di appena mezzo punto negli anni in cui erano già piene e fino a 27 punti nel 2012. Nel 2026 hanno perso 3,9 punti. L’unico altro anno con un calo a fine inverno è il 2014, quando a luglio le dighe erano al 100% e l’acqua in eccesso è semplicemente tracimata.

Guadagno o perdita di fine inverno, dal 2012 al 2026
Variazione del livello complessivo delle dighe tra fine luglio e metà ottobre · punti percentuali
+0 +10 +20 +30 +27,3 2012 +11,2 2013 -1,4 2014 +10,9 2015 +13,6 2016 +10,0 2017 +19,6 2018 +16,7 2019 +22,7 2020 +2,1 2021 +8,4 2022 +2,0 2023 +0,5 2024 +7,2 2025 -3,9 2026
Fonte: serie settimanale delle dighe del Comune di Città del Capo, rilevazioni più vicine al 24 luglio e al 14 ottobre di ogni anno. Il 2014 (in ambra) ha iniziato il periodo con le dighe piene; il 2026 (in rosso) è partito dal 78,6%.
Il luglio più secco dal 1958. Il South African Weather Service ha registrato 14,4 mm di pioggia all’aeroporto internazionale di Città del Capo nel luglio 2026, circa il 16% della media di luglio dell’aeroporto e il totale di luglio più basso dal 1958; il minimo precedente era di 18,0 mm nel 1987. Nel corso del mese solo tre deboli fronti freddi hanno attraversato il Capo sud-occidentale, contro i diversi fronti del luglio 2025, quando all’aeroporto caddero oltre 100 mm. Il SAWS ha attribuito la situazione a un anticiclone atlantico stazionario che ha spinto i fronti a sud della provincia, e ha avvertito che un El Niño in rafforzamento rende più probabile un’estate più calda del normale.

La tempesta di maggio, che il Comune ha definito un evento con tempo di ritorno fra i 20 e i 200 anni in diversi bacini, è il motivo per cui il quadro non è peggiore. Ha portato la riserva complessiva da circa il 51% dell’11 maggio al 70,8% del 18 maggio, e il 22 maggio il Comune è uscito dall’allarme siccità anticipato. Le stesse tempeste hanno allagato parti della costa occidentale e delle Cape Winelands e hanno causato undici vittime. Senza quella tempesta il sistema sarebbe entrato nell’inverno ai livelli del 2017.

Quattordici anni in un grafico

Lo sguardo di lungo periodo spiega perché il 74,7% desta preoccupazione senza giustificare il panico. Il sistema scese al 19,6% nel giugno 2017 e al 20,0% nell’aprile 2018, i due valori più bassi della serie, quando il Comune contava i giorni verso il «Giorno Zero» e limitò le famiglie a 50 litri per persona al giorno. Il livello di oggi è quasi quattro volte tanto. È però anche il punto di partenza estivo più basso da quella siccità, e il quadro del Comune per la gestione della siccità è pensato per intervenire per tempo anziché in ritardo.

Riserva complessiva delle dighe dal 2012
Rilevazioni settimanali · % della capacità · in evidenza la siccità del «Giorno Zero»
La siccità del «Giorno Zero» 20% 40% 60% 80% 100% 2012 2014 2016 2018 2020 2022 2024 2026 Giu 2017 · 19,6% Apr 2018 · 20,0% Oggi · 74,7%
Fonte: rilevazioni giornaliere e settimanali delle dighe del Comune di Città del Capo, dal 2012 al 14 ottobre 2026. I valori sopra il 100% si verificano quando le dighe tracimano.

Il dettaglio diga per diga

Theewaterskloof, vicino a Villiersdorp, contiene più della metà della capacità del sistema, perciò il suo 75% è quello che pesa di più sul totale. Le due dighe scese di più sono Voëlvlei, che rifornisce la costa occidentale e i quartieri settentrionali, e Steenbras Lower, sopra Gordon’s Bay; un anno fa erano entrambe piene. Il contrassegno scuro su ciascuna barra indica il livello alla stessa data del 2025.

60% e oltre dal 40% al 60% Livello un anno fa
Theewaterskloof
75%
−10 pti
Berg River
93%
−7 pti
Steenbras Upper
100%
+1 pt
Steenbras Lower
49%
−46 pti
Voëlvlei
57%
−43 pti
Wemmershoek
84%
−3 pti

Fonte: rilevazione delle dighe del Comune di Città del Capo, 14 ottobre 2026. Variazione in punti percentuali rispetto alla stessa data del 2025. Aggiornamento continuo: capetowndata.com/dam-levels

DigaCapacità (milioni di m³)5 ott 20262025202420232022
Theewaterskloof480,275,4%85,0%101,9%104,4%83,3%
Voëlvlei164,158,3%100,7%98,8%101,8%72,1%
Berg River130,093,6%99,8%100,4%100,2%99,7%
Wemmershoek58,686,6%87,2%99,9%100,0%87,9%
Steenbras Lower33,548,9%96,6%98,0%100,1%91,8%
Steenbras Upper31,895,7%101,3%98,7%99,4%93,4%
Sistema898,275,3%91,2%100,7%102,7%84,6%

Fonte: cruscotto idrico settimanale del Comune di Città del Capo, 5 ottobre 2026, che confronta ogni diga con la stessa settimana degli anni precedenti.

Quanta acqua consuma la città

Nella settimana al 5 ottobre il Comune ha erogato in media 891 milioni di litri al giorno, di cui 874 dalle grandi dighe, 15 da acque sotterranee e sorgenti e 2 da dighe minori. Il limite invernale è di 860 MLD, e la scorsa estate il Comune aveva chiesto ai residenti di restare sotto i 975 MLD. Il consumo ha toccato il picco di 1.073 MLD a fine febbraio, è sceso a circa 874 MLD dopo le piogge di maggio e da allora è risalito lentamente con l’arrivo del caldo. Circa il 70% dell’acqua della città va alle abitazioni, ed è per questo che la richiesta del Comune si rivolge alle famiglie.

Consumo giornaliero d’acqua in alcune date chiave
Milioni di litri al giorno · area servita dal Comune di Città del Capo
250 500 750 1000 860 MLD · limite invernale 975 MLD · obiettivo estivo 2025/26 516 Feb 2018 «Giorno Zero» 1,029 Dic 2025 1,073 Feb 2026 874 Mag 2026 895 Ott 2026
Fonti: comunicati e cruscotti settimanali del Comune di Città del Capo. Il dato di febbraio 2018 è il consumo della città al culmine delle restrizioni del «Giorno Zero».

Il confronto con il 2018 mostra che cosa possono ottenere le restrizioni: al culmine della crisi la città consumava circa 516 milioni di litri al giorno, più o meno la metà del dato attuale, e oggi la popolazione è più numerosa di allora. Il Comune perde inoltre circa il 23% della sua acqua per perdite di rete e prelievi non contabilizzati, una dispersione strutturale che nessun mese piovoso può eliminare, e il suo New Water Programme, basato su dissalazione, acque sotterranee e riuso, è ancora lontano anni dall’aggiungere i 300 MLD promessi.

Che cosa succede ora: il quadro del Comune per la gestione della siccità

Dalla crisi del 2018 il Comune applica un quadro in cinque fasi per il monitoraggio e la risposta alla siccità dell’approvvigionamento all’ingrosso (Bulk Water Drought Monitoring and Response Framework), e ogni fase è legata alla riserva prevista nelle dighe. Il cruscotto è passato dalla fase «Water-Wise» all’allarme siccità anticipato nell’ottobre 2025, è tornato a «Water-Wise» dopo la tempesta di maggio ed è arrivato alla fase «Risposta alla siccità» all’inizio di ottobre 2026.

  • Water-WiseDighe in linea per essere quasi piene entro novembre. Valgono i regolamenti permanenti; nessuna misura aggiuntiva.
  • Allarme siccità anticipatoI modelli indicano che le dighe difficilmente raggiungeranno il 95% entro il 1° novembre. Si attivano i comitati interni di risposta e si dà priorità alle riparazioni. In vigore da ottobre 2025 a maggio 2026.
  • Risposta alla siccitàRiserva delle dighe ben al di sotto dell’obiettivo alla fine della stagione delle piogge. Gestione della domanda rafforzata, restrizioni formali in discussione con il dipartimento nazionale. In vigore ora.
  • Risposta accelerata alla siccitàLa quarta fase, per un sistema che continua a scendere durante l’estate.
  • Risposta d’emergenza alla siccitàL’ultima fase, equivalente alle misure di inizio 2018.
Dove si colloca il sistema rispetto al riferimento dell’80%
Oggi · 74,7%
0%25%50%75%100%

Il Department of Water and Sanitation di norma vuole il sistema all’80% o più quando svolge la sua analisi operativa annuale, a novembre. Il divario è di circa cinque punti e, con i bacini asciutti, difficilmente si colmerà prima dell’analisi. La preoccupazione maggiore è il calo estivo: in ciascuna delle ultime sei estati il sistema ha perso tra 28 e 46 punti, quindi partendo dal 75% il minimo autunnale si collocherebbe tra il 29% e il 47% circa.

Se arriveranno, le restrizioni saranno annunciate dal Comune dopo la decisione nazionale, con un livello e un insieme di regole. La scala del Comune va dal livello 1, una richiesta di ridurre i consumi del 10% con limiti all’irrigazione dei giardini, al livello 6B, i 50 litri per persona al giorno di inizio 2018. Un primo intervento quest’estate si collocherebbe molto probabilmente nella parte bassa della scala: orari limitati per l’irrigazione, divieto di usare il tubo per lavare auto e pavimentazioni esterne e una tariffa di restrizione che aumenta il prezzo dell’acqua oltre una quantità di base.

I punti chiave, ottobre 2026

  • Le dighe sono al 74,7% (14 ottobre), 16 punti sotto il livello di un anno fa e al valore di metà ottobre più basso dal 2017.
  • Le dighe sono scese tra fine luglio e metà ottobre, cosa accaduta una sola altra volta dal 2012, e allora solo perché erano già piene.
  • Il luglio 2026 è stato il luglio più secco dal 1958 all’aeroporto internazionale di Città del Capo, con 14,4 mm.
  • Il Comune è nella fase «Risposta alla siccità» e ha chiesto alle famiglie di ridurre i consumi di almeno il 10%. Il consumo giornaliero è di 891 MLD, contro un limite di 860.
  • Il dipartimento nazionale dell’acqua deciderà sulle restrizioni dopo la fine della stagione delle piogge, il 31 ottobre. Il Comune afferma che il riferimento dell’80% appare fuori portata.

«Il risparmio idrico proattivo resta della massima importanza, dato che le dighe difficilmente raggiungeranno la soglia dell’80%», ha dichiarato il 2 ottobre Zahid Badroodien, assessore comunale all’Acqua e ai servizi igienico-sanitari. Secondo Badroodien, i residenti non dovrebbero aspettare la decisione nazionale per ridurre i consumi.

La crisi del «Giorno Zero» e il confronto con il 2026

Città del Capo c’è già passata, e in forme ben peggiori. La crisi del «Giorno Zero» del 2017-2018 arrivò dopo tre inverni scarsi consecutivi; la situazione attuale segue un inverno scarso e uno secco, dopo un sistema pieno nel 2024. Ecco come si svolse la crisi e come si colloca il 2026 al confronto.

2015–2017
Tre anni consecutivi di scarse piogge invernali hanno via via prosciugato il sistema. A metà ottobre 2017 le dighe contenevano il 37,4%, e nel giugno 2017 avevano toccato il 19,6%.
GEN 2018
Il Comune dichiarò restrizioni idriche di livello 6: 87 litri per persona al giorno.
FEB 2018 · «GIORNO ZERO»
Le restrizioni furono inasprite al livello 6B, appena 50 litri per persona al giorno. Il Comune pubblicò un conto alla rovescia verso il «Giorno Zero», la data in cui i rubinetti comunali sarebbero stati in gran parte chiusi. A fine aprile il sistema era sceso al 20,0%, con gran parte del fondale di Theewaterskloof allo scoperto.
MAR–MAG 2018
Il «Giorno Zero» fu dapprima previsto per aprile, poi rinviato, perché gli abitanti di Città del Capo ridussero i consumi di quasi il 60% rispetto al 2015. Aiutarono anche i rilasci d’emergenza di acqua destinata all’agricoltura.
GIU–OTT 2018
Arrivarono le piogge invernali. A metà ottobre le dighe erano di nuovo al 76%, e più avanti nell’anno le restrizioni cominciarono ad allentarsi.
2019–2024
Inverni favorevoli riempirono di nuovo il sistema. Le dighe superarono il 100% nell’ottobre 2020 e furono di nuovo piene nel 2021, nel 2023 e nel 2024. La consapevolezza sull’acqua si affievolì e il consumo pro capite tornò lentamente a salire.
2025
Le dighe raggiunsero il picco a circa il 93% a settembre, sotto il 95% che il quadro del Comune richiede entro novembre, e la domanda estiva fu elevata. A ottobre il Comune dichiarò l’allarme siccità anticipato.
2026
Il 13 aprile il sistema è sceso al 44,8%, il livello autunnale più basso dal 2018. A maggio una tempesta rara ha aggiunto circa 20 punti in una settimana. È seguito il luglio più secco dal 1958: le dighe hanno raggiunto il picco del 78,6% il 24 luglio e sono scese al 74,7% entro metà ottobre. Il Comune è passato alla fase «Risposta alla siccità».

Domande frequenti

Quanto durerà l’acqua?

Al 74,7% le grandi dighe contengono circa 670 milioni di metri cubi e la città ne preleva circa 0,9 milioni al giorno, quindi quest’estate non c’è alcun rischio che i rubinetti restino a secco. La preoccupazione riguarda il livello del sistema il prossimo autunno. In ciascuna delle ultime due estati il sistema ha perso più di 40 punti tra metà ottobre e il minimo autunnale; nelle quattro estati precedenti, tra 28 e 42 punti. Un calo simile a partire dal 74,7% lascerebbe le dighe tra il 29% e il 47% circa nell’aprile 2027, e il Comune vuole rallentare quel calo adesso piuttosto che affrontare un secondo inverno scarso partendo da un livello basso.

Stiamo andando verso un altro «Giorno Zero»?

No. Il sistema è ben al di sopra del livello del 13,5% che il Comune usò come soglia operativa nel 2018 e dei minimi di circa il 20% toccati nel 2017 e nel 2018. Il «Giorno Zero» arrivò dopo tre inverni senza piogge sufficienti; il 2026 è un solo inverno secco dopo un sistema pieno nel 2024. Il rischio realistico è un’estate con restrizioni, mentre i rubinetti a secco non sono in discussione.

Quando inizieranno le restrizioni idriche?

Per ora non è in vigore alcuna restrizione. Il Department of Water and Sanitation nazionale svolge la sua analisi operativa annuale dopo la fine dell’anno idrologico, il 31 ottobre, e decide se il sistema ha bisogno di restrizioni, di solito a novembre. Il Comune annuncerà poi il livello e le regole. Ha già dichiarato di discutere «l’eventuale necessità di restrizioni idriche formali».

Che cosa comporterebbero in pratica le restrizioni?

I livelli più bassi limitano l’irrigazione dei giardini a determinati giorni e orari, vietano l’uso del tubo per auto e pavimentazioni esterne e introducono una tariffa di restrizione che rende più cara l’acqua oltre una quantità di base. Solo ai livelli più alti, come nel 2018, il Comune fissa un limite giornaliero di litri per persona.

Che cosa significa per i residenti?

I regolamenti idrici permanenti valgono in ogni momento. Il Comune chiede alle famiglie di ridurre i consumi di almeno il 10% per tutta l’estate e fino al prossimo inverno, di segnalare subito perdite e rotture delle tubature e di tenere d’occhio il proprio consumo mensile.

Che cosa significa per i turisti?

Per ora per chi è in visita non cambia nulla: l’acqua del rubinetto è potabile e la fornitura è regolare. Se verranno introdotte restrizioni, hotel e pensioni potrebbero chiedere agli ospiti di fare docce più brevi e di riutilizzare gli asciugamani. Nella nostra guida trova se l’acqua del rubinetto a Città del Capo è potabile.

Che cosa significa per i proprietari di immobili?

Nel lungo periodo la sicurezza idrica incide sul valore degli immobili a Città del Capo. Le case con pozzi, serbatoi per l’acqua piovana o impianti per le acque grigie hanno mantenuto meglio il loro valore nel 2018 e possono spuntare un sovrapprezzo. Se tornassero le tariffe di restrizione, gli immobili privi di fonti alternative avrebbero costi di gestione più elevati.

La vulnerabilità del serbatoio Molteno

Un’opera infrastrutturale resta un punto debole, a prescindere dal livello delle dighe: il serbatoio Molteno, a Oranjezicht. Nel dicembre 2025 il Comune lanciò avvertimenti urgenti, perché questo storico serbatoio di servizio, che rifornisce il City Bowl e la costa atlantica, era messo a dura prova dai consumi nelle ore di punta.

Quello di Molteno è un problema di distribuzione, non un’avaria dell’approvvigionamento all’ingrosso. Quando i residenti prelevano acqua più in fretta di quanto le condotte principali riescano a ricaricare il serbatoio, la pressione cala e nell’impianto può entrare aria, con interruzioni localizzate. Anche i guasti meccanici a pompe e valvole del maggio 2025 hanno reso il sistema più fragile.

Dighe più piene non eliminano questo rischio. Il serbatoio è sollecitato al massimo durante il picco di domanda estivo, perciò in inverno la pressione si allenta. Il Comune continua a segnalare di tanto in tanto interruzioni di servizio in alcune parti dell’area metropolitana, e ogni brusco picco di domanda locale può mandare in sovraccarico il sistema Molteno.

Le zone più esposte ai cali di pressione

Questi quartieri sono serviti dal sistema del serbatoio Molteno e sono i più esposti a interruzioni di servizio localizzate nei periodi di alta domanda.

City Bowl
City BowlUpper City BowlVredehoekOranjezichtGardensHiggovaleTamboerskloofSchotsche KloofBo-Kaap
Costa atlantica
FresnayeBantry BayBakovenCamps Bay

Mappa: zona di distribuzione vulnerabile

Il serbatoio Molteno e i quartieri circostanti del City Bowl e della costa atlantica

Apri in Google Maps →

Continui a risparmiare acqua: che cosa può fare subito

💧 Risposta alla siccità: il Comune chiede a ogni famiglia di ridurre i consumi del 10%

  • Docce brevi: 2 minuti al massimo. Usi il metodo a interruzioni: bagnarsi, insaponarsi, risciacquare.
  • Niente tubi di giorno: non innaffi i giardini né lavi l’auto con acqua comunale durante il giorno. Innaffi prima delle 09:00 o dopo le 18:00.
  • Piscine: usi una copertura per ridurre l’evaporazione ed eviti, quando può, i rabbocchi manuali o automatici.
  • Ripari le perdite: un rubinetto che gocciola può sprecare oltre 30 litri al giorno. Segnali le rotture delle tubature allo 086 010 3089 (opzione 2), via SMS al 31373 o su WhatsApp al 060 018 1505.
  • Solo a pieno carico: avvii lavatrice e lavastoviglie solo quando sono piene.
  • Ore di punta: eviti consumi d’acqua elevati tra le 17:00 e le 21:00.

A Città del Capo i regolamenti idrici permanenti valgono in ogni momento. Le norme complete sono sul sito ThinkWater del Comune di Città del Capo.

Per chi è in visita: Città del Capo è una città pienamente funzionante con acqua del rubinetto affidabile. Un uso attento dell’acqua in hotel, pensioni e case vacanza è apprezzato e atteso, e potrebbe diventare obbligatorio se venissero introdotte restrizioni.

📊 Segua il livello delle dighe, aggiornato ogni settimana

Tenga d’occhio tutte e sei le grandi dighe, la serie storica dal 2012 e lo stato del Comune in un unico posto.

Il livello delle dighe in tempo reale
Fonti: cruscotto idrico settimanale del Comune di Città del Capo (5 ottobre 2026); comunicato del Comune di Città del Capo del 2 ottobre 2026 sul livello delle dighe e sulle possibili restrizioni; comunicati del Comune del 18 e del 22 maggio 2026 sull’evento piovoso e sulla fine dell’allarme siccità anticipato; rilevazioni delle dighe del Comune di Città del Capo fino al 14 ottobre 2026 e serie giornaliera delle dighe del Comune dal 2012; dati preliminari sulle piogge di luglio 2026 del South African Weather Service, tramite SAnews (2 agosto 2026); Department of Water & Sanitation; servizi di EWN, IOL, Cape Town Etc e Moneyweb. Dati in tempo reale: capetowndata.com/dam-levels

Questo articolo è stato realizzato con l'ausilio dell'IA e rivisto e verificato da persone.

Vedi Discussione

I grafici di questo articolo

Acqua · 29 Mag 2026

Dopo le piogge di maggio Wemmershoek era al 96% e Steenbras Lower al 53%

Le dighe più piccole vicine alla città hanno ricevuto più pioggia, così alcune si sono riempite molto più di altre.

Fonte: City of Cape Town

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